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Zona nitida
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Come si calcola la profondità di campo
Un obiettivo mette a fuoco su un solo piano: tutto il resto è sfocato. La profondità di campo è la fascia in cui lo sfocato è così piccolo da sembrare nitido, e quel «così piccolo» è il circolo di confusione.
Distanza iperfocale
H = focale² ÷ (diaframma × circolo di confusione) + focale
Mettendo a fuoco alla distanza iperfocale ottieni il massimo possibile: è nitido da metà di quella distanza fino all'infinito. È il trucco del paesaggio: con un 24 mm a f/8 su full frame basta mettere a fuoco a circa 2,5 m per avere nitido da 1,25 m in poi.
I due limiti
Per una distanza qualsiasi s: limite vicino = s(H−f) ÷ (H+s−2f), limite lontano = s(H−f) ÷ (H−s). Quando s raggiunge H il limite lontano diventa infinito. La zona nitida non è centrata sul soggetto: davanti ce n'è circa un terzo, dietro due terzi, e più ti allontani più la sproporzione cresce.
Il circolo di confusione
Qui vale la convenzione classica, diagonale del sensore ÷ 1500: circa 0,029 mm su full frame, 0,019 su APS-C, 0,015 su Micro 4/3. Nasce dall'idea di una stampa 20×25 cm guardata da mezzo metro. Se guardi le foto al 100% su un monitor sei molto più severo di così: in quel caso considera la zona nitida più stretta di quella calcolata, anche della metà.
Le formule valgono per la fotografia normale. Nel macro, da 1:2 in su, perdono validità: lì contano ingrandimento e diaframma effettivo.